Variazione del consumo mondiale di vino

Variazione del consumo mondiale di vino

Analisi 2021–2025 | Edizione ottobre 2026 | Fonte principale: OIV, maggio 2026

Il mondo consuma meno vino e il rallentamento riguarda quasi tutti i grandi mercati. Nel 2025 il consumo stimato è di 208 milioni di ettolitri: 26 milioni in meno rispetto al 2021 (−11,1%). Il fenomeno combina cambiamenti nelle abitudini, pressione sui redditi e dinamiche diverse tra Paesi.

Il dato essenziale

Anno

Consumo mondiale (mln hl)

Variazione sui dati arrotondati

2021

234

—

2022

228

−2,6%

2023

220

−3,5%

2024

214

−2,7%

2025

208

−2,8%

Nota: l’OIV indica per il 2025 una variazione del −2,7%, calcolata su valori non arrotondati. La tabella riproduce la serie arrotondata OIV (2024 provvisorio, 2025 preliminare).

Che cosa significa

Il calo non coincide con la fine del mercato del vino: il consumo resta significativo, ma la traiettoria discendente, pressoché continua dal 2018, rende più difficile assorbire produzioni e costi fissi. L’OIV stima una contrazione del 14% rispetto al 2018. La domanda cambia per composizione geografica, comportamento dei consumatori e capacità di spesa. 

1. Dove si concentra la contrazione

Gli Stati Uniti restano il primo mercato mondiale nel 2025, seguiti da Francia e Italia. Il ridimensionamento è particolarmente marcato in Cina; nel frattempo emergono mercati che mostrano tenuta o crescita.

Mercato

2021

2025

Variazione 2021–25

Stati Uniti

34,2

31,9

−6,7%

Francia

24,6

22,0

−10,6%

Italia

24,2

20,2

−16,5%

Germania

19,9

17,8

−10,6%

Regno Unito

13,9

12,3

−11,5%

Spagna

10,3

9,4

−8,7%

Cina

10,5

4,8

−54,3%

Portogallo

5,3

5,6

+5,7%

Brasile

4,1

4,4

+7,3%

Valori in milioni di ettolitri. Variazioni calcolate sui valori arrotondati della tabella OIV; non rappresentano tassi di crescita calcolati su serie grezze.

L’Europa resta centrale

L’Unione europea assorbe nel 2025 circa 100,6 milioni di ettolitri, pari al 48% del consumo mondiale. Rispetto al 2024 registra una flessione del 3,1%. Francia, Italia e Germania rimangono il nucleo dei consumi europei; il Portogallo costituisce un’eccezione positiva con circa 5,6 milioni di ettolitri nel 2025.

La Cina e le eccezioni

Tra 2021 e 2025 la Cina passa da 10,5 a 4,8 milioni di ettolitri. L’OIV segnala il passaggio da acquisti legati anche a regali e occasioni formali verso un consumo più frammentato. Il Brasile raggiunge 4,4 milioni di ettolitri nel 2025 (+41,9% rispetto al 2024 secondo l’OIV), ma il forte rimbalzo annuale non va confuso con una tendenza garantita nel lungo periodo. 

2. Perché si beve meno vino

Il rapporto OIV non individua una causa unica. Nei mercati maturi osserva modifiche degli stili di vita e delle abitudini sociali, differenze generazionali e una domanda più sensibile al prezzo. A questi fattori si sono aggiunti inflazione, incertezza economica, pandemia e tensioni commerciali.

Le interpretazioni sulla salute e sulle preferenze dei più giovani vanno considerate ipotesi esplicative da misurare con indagini dedicate: i dati aggregati di consumo non dimostrano, da soli, i motivi individuali delle scelte.

3. Conseguenze per le imprese

La contrazione dei volumi può accrescere la competizione, rendere più oneroso il magazzino e comprimere i margini delle imprese più esposte. Nel 2025 le esportazioni mondiali di vino valgono circa 33,8 miliardi di euro (−6,7% sul 2024) e raggiungono 94,8 milioni di ettolitri (−4,7%). Export e consumo sono grandezze diverse: la diminuzione delle esportazioni non misura direttamente una perdita di PIL.

Per i produttori possono diventare prioritari: differenziare prodotti e canali, monitorare il prezzo medio effettivamente realizzato, calibrare le scorte e studiare l’accesso ai mercati resilienti. Non è invece corretto dedurre da questi soli dati il numero di cantine chiuse, gli espianti dovuti alla domanda o i posti di lavoro perduti.

4. Prospettive e indicatori da seguire

Un recupero del mercato non va misurato soltanto in ettolitri. Per capire se la filiera recupera equilibrio servono almeno quattro indicatori annuali: volumi consumati, spesa/valore delle vendite, prezzi medi e redditività dei produttori. A questi si aggiungono dinamica delle scorte, esportazioni e andamento per fascia di prezzo e fascia d’età.

Conclusione Assosommelier

Il vino non sta scomparendo dai consumi mondiali; sta attraversando un cambiamento significativo. La riduzione dell’11,1% tra 2021 e 2025 è una misura del fenomeno, non una previsione del suo esito. L’osservazione continuativa dei mercati, dei prezzi e delle generazioni di consumatori sarà decisiva per distinguere una fase economica difficile da un nuovo equilibrio strutturale.

Fonti e metodologia

OIV, State of the World Wine Sector in 2025, maggio 2026, pp. 14–16 (consumi e tabella Paesi), pp. 17–18 (commercio). https://www.oiv.int/sites/default/files/documents/OIV-State_of_the_World_Wine_Sector_in_2025.pdf

Il “consumo apparente” OIV è stimato a partire da produzione, importazioni, esportazioni e, quando disponibili, variazioni delle scorte. I confronti internazionali presentano margini di incertezza e gli anni più recenti possono essere rivisti. Percentuali pluriennali elaborate da Assosommelier su dati OIV arrot