Naturalmente geniale

Naturalmente geniale — Verso n. 4, 2023
VersoAssosommelier

Dal numero 4 della rivista Verso di Assosommelier - 2023

Chi non volesse dormire sugli allori potrebbe mutuare le parole del fondatore della moderna microbiologia Louis Pasteur: «Meravigliarsi di tutto è il primo passo della ragione verso la scoperta». Che vita sarebbe se non avessimo uno stimolo profondo? Saremmo vegetali, potrebbe chiosare qualcuno. Già, perché il linguaggio comune prende in prestito molte parole dalla flora: essere una gramigna, cadere a fagiolo, vestirsi a cipolla…

Cari lettori, avete sicuramente mangiato la foglia. Noi tutti amanti del mondo di Bacco siamo caratterizzati dalla curiosità di conoscere aspetti diversi che riguardano il vino e la vite. Con questa prospettiva siamo rimasti piacevolmente sorpresi quando nelle nostre ricerche siamo incappati negli studi sull’intelligenza vegetale. Un filone affascinante che ci aiuta a comprendere meglio il mondo verde.

La fotosintesi clorofilliana, silente e costante, trasforma l’energia solare in energia chimica nelle piante. Un capolavoro naturale. Ma le piante, oltre a trasformare le sostanze inorganiche (acqua e anidride carbonica) in sostanze organiche (gli zuccheri), sono capaci di respirare, di produrre e d’immagazzinare cibo, di adattarsi... Esse mettono in campo strategie difensive (spine, aghi urticanti, veleni…), hanno una memoria, una sensorialità (pensiamo ai numerosi fotorecettori) e comunicano tra loro. È vero, non possono spostarsi, transitare perché mettono radici nel suolo, ma hanno la capacità di movimento. Pensiamo, ad esempio, ai viticci della vite, i quali sono come una spirale, avvolgono, seppur lentamente, il sostegno per ben ancorarsi.

Naturalmente geniale — immagine originale
Immagine originale da Verso n. 4, pagina 8.

Tutto ciò fa comprendere come le piante abbiano sale in zucca. Quando si parla di intelligenza e di natura, il nesso è profondo anche linguisticamente. Natura ha la stessa radice del verbo “nascere”. Inoltre, i linguisti Alinei e Benozzo evidenziano che «L’importanza straordinaria della raccolta si evince dal fatto che il verbo latino per “raccogliere”, vale a dire legere (da una variante – cum + lego, cioè colligo – deriva lo stesso cogliere), ha originato tante parole di significato diverso» tra le quali «intelligente […] “chi sa cogliere”».

Nascere e saper cogliere, lasciamoci stupire dal mondo intorno a noi. Provare a riflettere sull’universo vegetale, da punti di vista nuovi, ci permette di osservare le piante con maggiore rispetto, con la consapevolezza dell’importanza che ricoprono nell’«equilibrio aureo di tutte le cose», volendo prendere in prestito le parole di Nietzsche (che nelle ultime lettere della sua vita si firmò più volte Dioniso, come nell’epistola del 1889 indirizzata a Jacob Burckhardt).

Meravigliarsi della natura e della sua magia ci insegna che la realtà comprende anche ciò che i nostri occhi non possono vedere. Proviamo a riguardar le vigne, i giardini, i parchi, la natura cogliendo nuove prospettive e ne resteremo ancora più affascinati. Un po’ come Ulisse nell’opera omonima di Luigi Dallapiccola, che mormorava tra sé e sé: «Guardare, meravigliarsi e tornare a guardare».

di Alice Lupi

Da Verso, numero 4, 2023, pp. 8–9.