Cambiamenti climatici e viticoltura

Il riscaldamento modifica la disponibilità d’acqua, la maturazione delle uve e i territori del vino. Evidenze osservate, rischi e strategie di adattamento dei vigneti.

Davide Marotta 

Cambiamenti climatici e viticoltura

Evidenze osservate, rischi territoriali e adattamento dei vigneti

Il riscaldamento non cambia soltanto la data della vendemmia: modifica la disponibilità d’acqua e le condizioni in cui maturano le uve. Gli effetti dipendono dal territorio, dal vitigno e dalla gestione. Questo rapporto collega dati climatici e ricerca viticola, distinguendo i cambiamenti già osservati dagli scenari futuri e dalle risposte possibili.

01 Il quadro climatico: due scale da non confondere

Nel periodo 1996–2025, la temperatura è aumentata di circa 0,56 °C per decennio in Europa, contro 0,27 °C a livello globale. [1] In Italia, il 2025 ha registrato una temperatura media di 1,03 °C sopra la media 1991–2020: un’anomalia annuale, non un tasso di riscaldamento. [2]

Riscaldamento 1996–2025: Europa e mondo. Fonte C3S/ECMWF e WMO.
Piogge in Italia nel 2025: scostamenti dalla media 1991–2020. Fonte SNPA.

L’acqua disponibile conta più della pioggia totale

Nel 2025, precipitazioni nazionali quasi nella norma (+1%) hanno convissuto con un surplus al Nord (+7%) e un deficit al Sud e nelle Isole (−5%). [2] Le medie annuali nascondono differenze stagionali e territoriali: non descrivono da sole l’acqua disponibile alle radici. Inoltre, un’annata non dimostra una tendenza climatica.

Per il Mediterraneo, l’IPCC identifica un aumento dei rischi legati a caldo, siccità e scarsità idrica. [3] Nella vite, uno stress idrico moderato può essere compatibile con alcuni obiettivi qualitativi; uno stress severo può ridurre fotosintesi, crescita e resa. La risposta dipende anche da suolo, apparato radicale e combinazione vitigno-portinnesto. [11]

Indicazione operativa: leggere insieme temperatura, distribuzione delle piogge e stato idrico del vigneto. Il dato nazionale è il contesto, non la diagnosi della singola parcella.

02 / Dalla temperatura alla vendemmia

Una serie italiana offre un esempio concreto. A Conegliano, uno studio su 18 varietà coltivate in una collezione sperimentale ha documentato, nel periodo 1964–2009, anticipi di 16 giorni nella fioritura, 13 nell’invaiatura e 19 nella vendemmia. Sono tendenze statistiche dell’intera serie, non differenze fra due sole annate. [4]

Anticipo di fioritura, invaiatura e vendemmia a Conegliano, 1964–2009. Fonte Tomasi et al. (2011).

Serie diverse, segnale coerente

A Beaune, in Borgogna, la serie documentaria 1354–2018 mostra raccolte mediamente 13 giorni più precoci nel 1988–2018 rispetto al 1354–1987. [5] Una revisione internazionale del 2024 riporta anticipi di due-tre settimane in molte regioni nei precedenti quarant’anni. [6] Le date di raccolta riflettono però anche scelte produttive: per il monitoraggio vanno affiancate alle fasi biologiche della vite.

L’equilibrio dell’uva cambia, ma non in modo uniforme

Acidità e pH. Temperature più alte possono accelerare la perdita di acido malico. Uno studio su 51 varietà, seguite per sette anni in due parcelle sperimentali, evidenzia differenze varietali nella degradazione del malato e nel pH. La scelta del materiale vegetale conta; acidità totale e pH, inoltre, non sono misure intercambiabili. [7]

Zuccheri e alcol potenziale. Una maturazione più precoce può svolgersi nella parte più calda dell’estate, complicando l’equilibrio fra zuccheri, acidità e altri componenti dell’uva. [6] Non vale però la regola “più caldo, sempre più zucchero”: lo stress idrico severo può limitare l’assimilazione della pianta. [11]

Colore e maturazione fenolica. In una prova di riscaldamento degli acini di Cabernet Sauvignon, la concentrazione degli antociani, responsabili del colore, è diminuita; altri composti hanno risposto diversamente. Un risultato sperimentale non equivale a una perdita identica in ogni vitigno o vino. [8]

La scelta della raccolta diventa più delicata

Raccogliere prima può preservare acidità e contenere l’alcol potenziale, ma non garantisce il profilo aromatico e fenolico desiderato. Attendere può aumentare l’esposizione a caldo e stress. Occorre quindi seguire più parametri, non soltanto il grado zuccherino. [6] Il confronto fra vini richiede anche di controllare vinificazione e conservazione: una differenza sensoriale, da sola, non misura l’effetto del clima.

La domanda non è soltanto “quando vendemmiare?”, ma “quale equilibrio raggiunge l’uva, in quali condizioni?”

03 / La geografia del rischio

Il significato corretto delle proiezioni

La sintesi internazionale del 2024 segnala che fino al 90% delle aree vitivinicole tradizionali costiere e di pianura di Spagna, Italia, Grecia e California meridionale potrebbe perdere idoneità entro fine secolo, in scenari di riscaldamento globale superiore a 2 °C rispetto al periodo preindustriale. Il rischio riguarda la capacità di produrre vini di qualità con rese economicamente sostenibili. Non significa che scomparirà il 90% dei vigneti italiani. Ambito geografico, scenario e adattamento sono essenziali per interpretare il risultato. [6, 9]

Uno studio distinto su 1.085 denominazioni europee DOP integra esposizione climatica, sensibilità e capacità di adattamento. La componente climatica confronta il 1981–2010 con il 2071–2100 nello scenario SSP3-7.0, a emissioni elevate. Le maggiori vulnerabilità interessano soprattutto Europa meridionale e orientale, con differenze locali. L’indice è comparativo: non è una probabilità di scomparsa né una previsione per la singola azienda. [10]

Quote e latitudini maggiori possono offrire condizioni più favorevoli, ma lo spostamento dei vigneti incontra limiti di suolo, acqua, infrastrutture e tutela degli ecosistemi. La nuova idoneità climatica non garantisce automaticamente la sostenibilità produttiva. [9]

Adattare il vigneto: benefici e limiti da verificare

Leva Obiettivo Condizioni e limiti
Chioma e grappoli Limitare il surriscaldamento degli acini con esposizione e ombreggiamento adeguati. Bilanciare protezione dal sole, aerazione e sanità. Evitare ricette uguali per tutti i territori. [6, 8]
Suolo e acqua Conservare umidità e funzionalità del suolo; irrigare sulla base del fabbisogno. Le coperture vegetali possono competere per l’acqua. Irrigazione e portinnesto vanno valutati rispetto a sito e risorse disponibili. [3, 11]
Materiale vegetale Valutare varietà e portinnesti compatibili con il nuovo equilibrio termico e idrico. Maturazione tardiva o maggiore acidità non bastano da sole: servono prove locali e coerenza con l’identità del vino. [7, 11]
Tempi di potatura Sperimentare potature più tardive per spostare il ciclo vegetativo. Prove italiane mostrano risposte dipendenti da annata e varietà, con possibili effetti sulla resa e sul lavoro. [12]

Le scelte varietali pongono anche una questione per le denominazioni: mantenere l’identità senza bloccare l’adattamento. Eventuali revisioni delle regole richiedono evidenze territoriali, non automatismi. [10]

Non solo siccità: il ruolo degli estremi

Una ripresa vegetativa più precoce può esporre i tessuti giovani alle gelate primaverili: non significa che le gelate aumentino ovunque. Ondate di calore e piogge torrenziali possono causare danni anche quando le medie stagionali sembrano favorevoli. Le condizioni umide possono inoltre aumentare la pressione delle malattie fungine. La scelta di siti più freschi non elimina questi rischi locali. [9]

Produzione mondiale: un indicatore, non una prova causale

L’OIV stima per il 2025 227 milioni di ettolitri, +0,6% sul 2024. Segnala variabilità climatica e riduzione della capacità produttiva. Questo dato, da solo, non consente di attribuire al clima l’intera variazione delle quantità: intervengono anche superfici e decisioni economiche. [13]

04 / Misurare, confrontare, aggiornare

Per trasformare la rassegna in un osservatorio continuativo, si propone una rete stabile di vigneti campione, classificati per territorio, quota, vitigno, portinnesto, suolo e gestione. Il quadro seguente è un protocollo proposto, non una serie di rilevazioni già effettuate da Assosommelier.

Ambito Indicatori essenziali Criterio di confronto
Clima e acqua Temperature, piogge, umidità del suolo; irrigazione in m³/ha. Dati giornalieri validati; riferimento climatico 1991–2020 dove disponibile.
Ciclo della vite Date di germogliamento, fioritura, invaiatura e vendemmia. Stesse definizioni delle fasi e medesime parcelle nel tempo.
Uva e produzione °Brix, acidità, pH, acido malico; resa in t/ha e danni. Campionamenti ripetibili; registrare pratiche e cambi varietali.
Vino Alcol, acidità, pH e profilo sensoriale alla cieca. Separare l’effetto dell’uva da vinificazione e conservazione.

Un aggiornamento annuale dovrebbe riportare completezza dei dati, variabilità tra siti e incertezza delle stime, con revisione di competenze climatologiche, agronomiche ed enologiche. Serie brevi o campioni volontari non vanno presentati come rappresentativi dell’intera viticoltura italiana.

Conclusione. Conservare il carattere dei vini richiede adattamenti locali verificabili, non una soluzione unica. L’adattamento riduce l’esposizione ai danni; la mitigazione, cioè la riduzione delle emissioni, limita il cambiamento futuro. Le due azioni non si sostituiscono. [3]

Nota metodologica

Rassegna scientifico-divulgativa, non ricerca sperimentale originale né revisione sistematica. Fonti istituzionali e studi sottoposti a revisione tra pari, verificati al 12 ottobre 2026. I grafici sono rielaborazioni dei dati citati. Osservazioni, proiezioni e proposta di monitoraggio restano distinte.

Riferimenti verificabili

[1] C3S/ECMWF e WMO (2026). European State of the Climate 2025, sezione sul riscaldamento europeo. Rapporto e dati Fonte

[2] SNPA (2026). Il clima in Italia nel 2025. Report 48/2026; sintesi ISPRA. Rapporto | Sintesi ISPRA Fonte 1 | Fonte 2

[3] IPCC (2022). AR6, WGII, Cross-Chapter Paper 4: Mediterranean Region. Capitolo Fonte

[4] Tomasi D. et al. (2011). Grapevine Phenology and Climate Change: Relationships and Trends in the Veneto Region of Italy for 1964–2009. AJEV 62, 329–339. 10.5344/ajev.2011.10108 Fonte

[5] Labbé T. et al. (2019). The longest homogeneous series of grape harvest dates, Beaune 1354–2018 [...]. Climate of the Past 15, 1485–1501. 10.5194/cp-15-1485-2019 Fonte

[6] van Leeuwen C. et al. (2024). Climate change impacts and adaptations of wine production. Nature Reviews Earth & Environment 5, 258–275. 10.1038/s43017-024-00521-5 Fonte

[7] Plantevin M. et al. (2024). Characterization of varietal effects on the acidity and pH of grape berries [...]. Frontiers in Plant Science 15. 10.3389/fpls.2024.1439114 Fonte

[8] Wu J. et al. (2019). The effects of a moderate grape temperature increase on berry secondary metabolites. OENO One 53. 10.20870/oeno-one.2019.53.2.2434 Fonte

[9] INRAE (2024). A global map of how climate change is changing winegrowing regions; Vigne, vin, et changement climatique. Geografia viticola | Adattamento Fonte 1 | Fonte 2

[10] Tscholl S. et al. (2024). Climate resilience of European wine regions. Nature Communications 15, 6254. Versione corretta il 25 maggio 2026. 10.1038/s41467-024-50549-w Fonte

[11] Ollat N. et al. (2025). From soil to canopy: the diversity of adaptation strategies to drought in grapevine. OENO One 59. 10.20870/oeno-one.2025.59.3.8510 Fonte

[12] Ghiglieno I. et al. (2025). Evaluation of the impact of vine pruning periods on grape production and composition [...]. OENO One 59. 10.20870/oeno-one.2025.59.1.8239 Fonte

[13] OIV (12 maggio 2026). State of the World Vine and Wine Sector in 2025. Comunicato ufficiale. Dati 2025 Fonte

I titoli con [...] sono abbreviati; i collegamenti rimandano alle fonti complete.